Se ci chiediamo quale sia la foto più vista al mondo, probabilmente immaginiamo un’immagine potente, di grande impatto, che abbia segnato la storia. Eppure, la risposta potrebbe sorprendere. Non si tratta né di un ritratto commovente, né di una scena epocale. Ma per comprendere davvero questa storia, bisogna fare un passo indietro e ripercorrere alcune delle immagini iconiche che hanno lasciato un segno indelebile.
Fotografie Iconiche: Un breve Viaggio Nella Storia
Quando parliamo di fotografie che hanno fatto la storia, ci riferiamo a scatti che sono entrati nell’immaginario collettivo, simboli di eventi o di emozioni universali.
- La ragazza afgana di Steve McCurry (1985): Questa immagine è un vero capolavoro del fotogiornalismo. Scattata in un campo profughi in Pakistan, la ragazza ritratta, Sharbat Gula, con i suoi occhi verdi penetranti, divenne il volto della crisi dei rifugiati afgani. McCurry ricorda quel momento come uno di pura casualità e istinto fotografico, un incontro che trasformò una ragazzina in un’icona globale.
- Il bacio del marinaio di Alfred Eisenstaedt (1945): Scattata a Times Square il giorno della vittoria contro il Giappone, questa foto immortala un momento di pura gioia. Eisenstaedt catturò il momento spontaneo in cui un marinaio, di ritorno dalla guerra, baciò un’infermiera sconosciuta, diventando uno dei simboli più riconoscibili della fine del conflitto mondiale.
- Il ritratto di Che Guevara di Alberto Korda (1960): Questo scatto di Che Guevara, conosciuto come “Guerrillero Heroico”, è diventato uno dei ritratti più riprodotti di tutti i tempi, simbolo di ribellione e resistenza per diverse generazioni.
Queste immagini hanno definito periodi storici, culture, e movimenti sociali, ma nonostante la loro risonanza, nessuna di loro è la foto più vista al mondo.
La Storia Dietro “Bliss”: Un Paesaggio Diventato Icona
Il titolo di foto più vista al mondo appartiene a uno scatto che, in apparenza, non ha nulla di così straordinario: “Bliss” di Chuck O’Rear. Questa fotografia di un paesaggio verdeggiante con un cielo azzurro limpido è diventata lo sfondo predefinito di Windows XP, uno dei sistemi operativi più utilizzati nella storia dell’informatica. Ma come è successo che un’immagine così semplice abbia raggiunto una diffusione planetaria?

Chuck O’Rear, fotoreporter con una carriera alle spalle che include collaborazioni con National Geographic, ha raccontato di aver scattato “Bliss” nel 1996 lungo una strada in California. “Ero di ritorno da una visita alla mia compagna e, vedendo quel paesaggio mozzafiato, non potei fare a meno di fermarmi e scattare una foto con la mia Mamiya RZ67,” ha spiegato O’Rear. All’inizio, la foto era destinata al mercato delle immagini stock, attraverso l’agenzia Corbis, senza grandi aspettative.
Ma nel 2000, Microsoft era alla ricerca di uno sfondo per il loro nuovo sistema operativo, Windows XP. Dopo aver visionato centinaia di immagini, il team si imbatté in “Bliss” e decise che quel paesaggio rappresentava perfettamente l’idea di serenità e semplicità che volevano trasmettere con il loro prodotto. “Cercavamo qualcosa che evocasse pace e tranquillità, e ‘Bliss’ lo faceva alla perfezione,” ha dichiarato uno dei membri del team creativo di Microsoft.
Una Diffusione Straordinaria: Le Cifre di “Bliss”
Secondo stime recenti, la foto “Bliss” è stata visualizzata da oltre un miliardo di persone nel corso degli anni. Con Windows XP installato su circa 400 milioni di computer in tutto il mondo al suo picco, è facile capire come questa immagine abbia raggiunto una tale diffusione. Tra il 2001 e il 2014, anno in cui Microsoft ha cessato ufficialmente il supporto a XP, miliardi di utenti hanno visto questa immagine ogni volta che accendevano il computer.
Un Paesaggio che Parla a Tutti
Ma cosa rende “Bliss” così speciale? In parte, è la sua semplicità. In un mondo complesso e a volte caotico, “Bliss” rappresenta un momento di calma. Il verde intenso delle colline e il cielo blu senza nuvole evocano un senso di pace che risuona con chiunque, indipendentemente dalla cultura o dal contesto. “L’appeal di ‘Bliss’ sta nella sua accessibilità,” spiega il critico fotografico John Szarkowski. “Non è una foto che richiede interpretazione. È pura, semplice e universale.”
Il Contrasto tra le Icone e “Bliss”
La transizione dalle fotografie iconiche, come quelle della ragazza afgana o del bacio del marinaio, a un’immagine come “Bliss”, rappresenta un cambiamento nel modo in cui le fotografie raggiungono il pubblico. Le immagini storiche hanno una narrativa dietro di loro, una storia da raccontare, mentre “Bliss” ha raggiunto miliardi di persone grazie alla tecnologia. La sua diffusione è stata possibile non per il suo contenuto emozionale o storico, ma grazie alla sua integrazione in un prodotto utilizzato quotidianamente.
Questo evidenzia un aspetto interessante della fotografia moderna: a volte le immagini più viste non sono quelle più drammatiche o iconiche, ma quelle che fanno parte della nostra routine quotidiana. “Bliss” ci ricorda che la fotografia può essere potente anche nella sua semplicità.
Riflessioni Finali: Il Potere Della Fotografia
La storia di “Bliss” dimostra che la fotografia ha un potere unico: catturare momenti che possono raggiungere e risuonare con milioni, o addirittura miliardi di persone. Che si tratti di un volto segnato dalla sofferenza come quello di Sharbat Gula, o di un paesaggio sereno come “Bliss”, ogni fotografia ha il potenziale di lasciare un segno.
E in fondo, questa è la vera bellezza della fotografia: la sua capacità di congelare un momento nel tempo e condividerlo con il mondo.
La Magia di “Bliss” e il Suo Luogo di Origine
Per chi desidera vedere con i propri occhi il luogo in cui è stata scattata la foto, basta visitare Google Maps e inserire le seguenti coordinate 38.248966, -122.410269, oppure clicca direttamente sulle coordinate.
Queste ti porteranno lungo la Carneros Highway, nel cuore della Napa Valley, California. Qui, tra colline dolcemente ondulate e vigneti, puoi esplorare lo scenario che ha dato vita a una delle immagini più viste di tutti i tempi. La fotografia, come “Bliss”, ci ricorda che anche un semplice paesaggio può diventare eterno, catturando un momento di pura armonia tra uomo e natura.






