Un evento unico tra musica swing e teatro comico a Villa Lanfranchi. Racconto di un fotografo “quasi” professionista tra luci complesse, ironia scenica e strumenti impensabili. Ecco cosa è successo davvero il 20 giugno 2025 a Lesignano de’ Bagni.


Quando lo swing incontra il teatro… e sfida anche il fotografo

Di solito, quando vado a fotografare un evento musicale, so già cosa aspettarmi: luci calde, movimenti ritmici, magari qualche assolo. Ma il 20 giugno, nella cornice sobria e verde di Villa Lanfranchi, è successo qualcosa di molto diverso. Qualcosa che – come fotografo – mi ha messo molto alla prova. E mi ha pure fatto ridere. Sì, ridere davvero.

Attacchi di Swing” non è stato solo il nome di un evento. È stata una vera esperienza performativa. Un mix imprevedibile di musica swing, teatro fisico, comicità muta, strumenti fuori dal comune, e una complicità sul palco che raramente ho visto. Sul palco, due veri outsider: Alessandro Mori e Corrado Caruana.


Il duo Mori-Caruana: due universi in collisione

Mori è un trasformista, uno che passa dal saxofono alla zampogna con una naturalezza che ti fa dubitare delle leggi della fisica. Ma non è solo questione di strumenti: è corpo scenico. Sa usare i silenzi, sa sfruttare la pausa. Le sue gag – a volte anche senza parole – mi ricordavano il mimo francese, ma con una marcia in più: il ritmo sincopato dello swing che gli ronzava nelle dita, anche quelle che non ha.

Caruana invece… è il contrario perfetto. Serio, imperturbabile, con la chitarra che parla al posto suo. Uno di quei musicisti che non guardano spesso il pubblico, ma lo trascinano nel proprio mondo con ogni accordo. L’interazione tra loro è tanto precisa quanto assurda. C’è una fiducia viscerale tra i due che trasforma la scena in un campo di gioco dinamico e sempre mutevole.


Difficile da raccontare, ancora più difficile da fotografare

Dal punto di vista tecnico, fotografare Attacchi di Swing è stato tutto fuorché semplice. Il palco improvvisato nel giardino era incastrato tra i muri chiari della villa e il sole che tramontava dritto negli occhi. Niente luci da concerto regolari, ma ombre dure da un lato e luce calda, quasi abbagliante, dall’altro. Un incubo per chi – come me – non ama stravolgere gli scatti in post-produzione.

Ogni volta che regolavo il bilanciamento del bianco, succedeva qualcosa sul palco che mi costringeva a dimenticare la tecnica e tornare al momento. Come quel momento in cui Mori ha suonato un intero assolo di tromba alternando battute e fiato come un cabarettista da orchestra. C’era un silenzio così perfetto intorno a lui che il clic della mia macchina fotografica sembrava un colpo di tosse fuori luogo.


Il pubblico? Parte dello spettacolo

E poi c’era l’atmosfera. Nessuna barriera tra artisti e spettatori. Dopo un aperitivo sobrio e fin troppo minimalista, tra un bicchiere di vino e una chiacchiera, il pubblico si è sciolto. Rideva, partecipava, rispondeva agli sguardi, alle pause, agli accenni musicali. Nessuna finzione. Nessun “vedere” passivo. Tutti lì, coinvolti.

In uno scatto sono riuscito a catturare lo sguardo di una signora seduta in prima fila (che però non andrò a pubblicare): occhi lucidi dal ridere, mani che applaudivano in anticipo, quasi a voler sostenere i due in scena. In quel momento ho capito che quello che stavo fotografando non era solo uno spettacolo, ma una connessione collettiva.


Un evento che resta impresso – anche senza filtro

Non tutti gli eventi lasciano qualcosa. Alcuni scivolano via: corretti, ben fatti, ma dimenticabili. Questo no. “Attacchi di Swing” non resta solo per la sua unicità, ma anche per la sua capacità di smontare le aspettative. Un evento che non era musicale, né teatrale, ma qualcosa di nuovo, che si costruiva pezzo per pezzo davanti agli occhi – e all’obiettivo.

Quello che mi porto a casa non sono solo fotografie. È la risata leggera di chi si sorprende, è il movimento improvviso di un performer che non segue uno spartito, è il chiaroscuro di una luce difficile ma autentica. È la sensazione di aver partecipato a un momento vero. Non perfetto. Ma proprio per questo, profondamente umano.

Foto dal vivo del duo Mori-Caruana durante lo spettacolo "Attacchi di Swing" a Villa Lanfranchi, Lesignano de’ Bagni (PR). Performance tra musica swing e teatro comico. Immagine non modificata in post-produzione, luce naturale e resa autentica delle condizioni di scena.

Considerazioni finali da fotografo (e spettatore)

Sì, mi aspettavo una serata tranquilla in una villa elegante. E invece mi sono ritrovato in una sorta di cabaret post-moderno, un teatro musicale dove il tempo non era scandito dall’orologio, ma dal ritmo interno dei due artisti. E se c’è una cosa che ho imparato ieri sera, è che a volte la luce migliore non è quella perfetta. È quella che ti costringe a improvvisare. A reagire. A fare fotografia vera.

E in quel giardino immerso tra i colli di Santa Maria del Piano, ho sentito la fotografia tornare narrazione visiva, più che semplice documentazione. Ecco perché questo evento non è stato solo una “bella serata”: è stato un esercizio di sguardo, di ascolto, di presenza. E per un fotografo, è tutto ciò che conta.

📸 Galleria Fotografica – Attimi rubati tra musica e comicità

In questa selezione di immagini ho cercato di restituire la spontaneità e l’energia viva del duo Mori-Caruana durante lo spettacolo.
Non troverete scatti patinati o post-prodotti con filtri: preferisco gli errori dovuti alle difficoltà tecniche – luci imprevedibili, movimenti improvvisi – a un’immagine eccessivamente corretta in post-produzione.

Ogni foto è il risultato di un istante colto al volo, così com’è accaduto. Perché, come lo spettacolo stesso, anche la fotografia vive di imperfezioni autentiche

In voga