Nel 2023 ho fotografato una cometa chiamata Lemmon. Nel 2025, un’altra cometa con lo stesso nome ha fatto notizia. Sembrava un déjà-vu, ma non lo era.
In questo articolo ti spiego, in modo semplice e diretto, perché due comete possono avere lo stesso nome anche se non sono la stessa, cosa cambia tra le due, e cosa significa per chi osserva e fotografa il cielo.

Errore tecnico: La dominante verde marcata è dovuta alla combinazione dell’emissione naturale della cometa (principalmente carbonio diatomico, che brilla in bande verdi) e all’uso di filtri specifici in astrofotografia che possono amplificare selettivamente questa lunghezza d’onda. In particolare, filtri come Optolong L-Enhance, Optolong L-Extreme, IDAS NBZ o filtri a banda stretta centrati sull’OIII possono aumentare sensibilmente il contributo del verde, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità o esposizioni prolungate. Questo può generare un’immagine più satura nelle tonalità verdi rispetto alla percezione naturale, enfatizzando la coda ionica e il nucleo della cometa.
Due comete, stesso nome: perché succede?
La spiegazione è meno poetica di quanto si pensi.
Il nome “Lemmon” non è legato alla cometa in sé, ma al luogo in cui è stata scoperta: il Mount Lemmon Survey, un programma di osservazione astronomica in Arizona.
Quando una cometa viene scoperta, riceve un nome composto da:
- Una sigla che indica l’anno e la sequenza della scoperta (es. C/2023 H2)
- Il nome dell’osservatorio (in questo caso, “Lemmon”)
Quindi se l’osservatorio scopre più comete in anni diversi, tutte avranno “Lemmon” nel nome, ma si tratta di oggetti celesti diversi.
Le differenze tra C/2023 H2 e C/2025 A6
Ecco i dati principali delle due comete Lemmon più recenti:
| Cometa | Scoperta | Perielio (punto più vicino al Sole) | Periodo Orbitale |
|---|---|---|---|
| C/2023 H2 (Lemmon) | 23 aprile 2023 | 29 ottobre 2023 | ~3.731 anni |
| C/2025 A6 (Lemmon) | 3 gennaio 2025 | 8 novembre 2025 | ~1.350 anni |
Come vedi, non hanno niente in comune tranne il nome dell’osservatorio.
Le loro orbite sono diverse, passano a distanze diverse dalla Terra, e non sono collegate fisicamente tra loro.
Come distinguere una cometa dall’altra
Il nome completo è sempre importante: C/2023 H2 ≠ C/2025 A6.
La sigla ti dà già tutte le informazioni fondamentali:
- C/ indica che si tratta di una cometa non periodica o a lungo periodo
- 2023 o 2025 è l’anno della scoperta
- H2, A6, ecc. rappresentano l’ordine di scoperta in quell’anno
Se sei un appassionato di fotografia astronomica o semplicemente curioso, presta attenzione al codice completo: è lì che si capisce di quale cometa stiamo parlando.
Fotografare una cometa: cosa aspettarsi
Fotografare una cometa è sempre una sfida tecnica. Servono:
- cielo buio (meglio lontano dalla città)
- treppiede stabile
- obiettivo luminoso, meglio un telescopio (questo scatto è stato fatto con un C6)
- esposizione lunga (anche 10–30 secondi)
- almeno 200 scatti
- software per l’elaborazione (Pixlninsight)
Nel 2023 ho fotografato la C/2023 H2, visibile a occhio nudo in condizioni buone. La coda era sottile ma ben definita. Nel 2025, con la C/2025 A6, mi aspetto qualcosa di simile ma con dinamiche differenti, perché il suo passaggio sarà più rapido e con un’altra inclinazione orbitale.

Anche se il nome è uguale, le condizioni di scatto cambiano totalmente.
L’errore comune: “È tornata la cometa Lemmon”
Nei social e nei media capita spesso di leggere:
“Torna la cometa Lemmon!”
In realtà non sta tornando nessuno.
Quella del 2023 non la rivedremo mai più, almeno io di sicuro (la rivedranno tra qualche migliaio di anni).
Quella del 2025 è un’altra.
È un po’ come vedere due persone diverse con lo stesso cognome: non sono la stessa persona.
Conclusione: stessa etichetta, ma storie diverse
Ricapitolando:
- “Lemmon” è solo il nome dell’osservatorio.
- Ogni cometa ha una sigla unica.
- Fotografarle è sempre un’esperienza nuova, anche se il nome sembra ripetersi.
Per chi osserva il cielo, questa è una buona lezione: mai fermarsi al nome. I dettagli fanno la differenza.





