Non sorridono, non accusano. Stanno al loro posto senza pretendere reazioni.

La leggerezza non coincide sempre con l’allegria.
Ci sono presenze che restano neutre, come certe giornate senza eventi.
Questi volti non cercano complicità, non strizzano l’occhio.
Mantengono una distanza educata, quasi professionale.
Non sono ironici, non sono ostili.
Esistono e basta, come molte persone che attraversano la città ogni giorno.
La loro forza è proprio questa assenza di intenzione emotiva.
Non vendono felicità, non mettono in scena malinconia.
Sono segni asciutti, senza enfasi.
Ricordano che la normalità è fatta di espressioni sospese.
Di momenti che non devono essere interpretati.
La realtà spesso funziona così: non sorride, ma nemmeno ferisce.

Oggi 18/12/2025 sono tornato a passare da Borgo Angelo Mazza, a Parma. La via era la stessa, ma non c’era più lo sguardo: gli stencil che avevano abitato quel tratto di muro erano stati rimossi. La loro assenza mi ha colpito più della loro presenza di un tempo. Quelle immagini, effimere per natura, avevano dato forma a un passaggio, a un incontro inatteso tra chi cammina e chi guarda. Vederle scomparse mi ha lasciato un senso di dispiacere, come se un frammento di memoria urbana fosse stato cancellato, ricordandomi quanto sia fragile ciò che nasce nello spazio pubblico e quanto velocemente possa svanire.

La neutralità è una forma di verità che non fa rumore, ma evidentemente a qualcuno da fastidio.

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